Ultime dalla casetta al Marzapane

martedì 31 maggio 2011

La caponata di melanzane, si replica!


La ricetta di oggi in verità è un cult in cucina marzapane, si tratta di un contorno che preparo spesso, che preparo e conservo nel tentativo di gustare l’estate in tavola anche durante i mesi più freddi. Vi ho già presentato la ricetta della caponata di melanzane per cui non scriverò nuovamente il procedimento che ci sta alla base della preparazione, vi mostro solo le immagini di questa specialità tutta sicula.



Grazie alla collaborazione con Casa Barone, per preparare la caponata ho utilizzato la conserva di “pomodorino del piennolo del Vesuvio”. Da coltivazione biologica, i pomodorini del piennolo hanno regalato al mio contorno un gusto ancora più originale e di ciò non posso che ringraziare Casa Barone!


La ricetta ha connotazioni storiche e culturali che affondano radici nella mia terra, di questo ne ho già parlato in un articolo sul giornale Scelte di Gusto, chiaramente ricevere vostri commenti anche sulle pagine del giornale potrebbe solo rendermi ulteriormente felice ed entusiasta della mia attività di redazione.


La caponata, con la sua storica interpretazione, è la mia ricetta fuori concorso per il Contest sponsorizzato proprio da Scelte di Gusto al quale tutti voi siete invitati a partecipare: Le regionali per Scelte di Gusto

lunedì 30 maggio 2011

Semifreddo al cioccolato - senza la gelatiera e senza albumi!


Un modo fresco per regalarsi una calda coccola domenicale. Tra poco in casa marzapane arriverà la gelatiera, ebbene sì, come se fosse vuota di utensili la cucina di una PdM amante dei manicaretti realizzati in tutti i periodi dell’anno! E quando tra le scaffalature di una zeppa edicola l’occhio si è involontariamente (pinocchio, la chiamavano!) adagiato sul volume “gelati, frullati e frappé” non ho potuto fare a meno di cedete alla tentazione. Pensando che la gelatiera in arrivo non poteva restare ferma a lungo prima di decidermi a provarla… e poi pensando che nemmeno quel volume poteva stare a lungo chiuso prima dell’arrivo dell’arnese, mi sono cimentata in questo semifreddo!


Buono, anche se il buongustaio gradisce più il gelato. Si mantiene molto bene in congelatore ed è golosissimo, si scioglie in bocca che è una meraviglia, resta morbido anche da mangiare l’indomani e il giorno appresso.
Mi sono divertita nel prepararlo già monoporzione con l’ausilio dello stampo in silicone Fettexfette della Guardini, ho decorato e arricchito di gusto ogni singola fetta con la crema al cioccolato per Guarnitura Mytopp Toschi e in poco tempo è stato facile preparare questo dessert da tenere in congelatore fino al momento di servirlo.


Nella ricetta era previsto l’albume, ma non amando l’idea di usare uova crude, ho saltato il passaggio senza compromettere la riuscita e con una ciotola, uno sbattitore elettrico, i giusti ingredienti ed una valida spatola in silicone Le creuset il gioco è fatto!

Nella borsa della spesa:
250 ml di Latte
500 ml di Panna
130 g di Zucchero
4 Tuorli
25 g di Farina
120 g di Cioccolato gianduia
1 cucchiaio di Brandy
Per guarnire:
Crema al cioccolato Mytopp Toschi

Vi racconto il “come fare”: Montate a crema i tuorli con 100 g di zucchero e intanto portate sul fuoco il latte dentro un pentolino. Incorporate alla crema di tuorli e zucchero la farina e appena il latte arriverà a bollore versate questa crema nel latte e girate energicamente con una frusta. Abbassate la fiamma e fate addensare il tutto per un paio di minuti. Tolta la crema dal fuoco, trasferite in una terrina e coprite la superficie con pellicola trasparente quindi aspettate che si raffreddi completamente.
Montate la panna con i restanti 30 g di zucchero a neve ben ferma. Riponete la panna montata in frigorifero e iniziate a sciogliere il cioccolato a bagnomaria. Mettete in un pentolino il cioccolato a cubetti, aggiungete il cucchiaio di brandy (o altro liquore es. cognac) quindi portate sul fuoco a bagnomaria e lasciate sciogliere a fiamma moderata.
Riprendete la crema travasata nella terrina e aggiungete a questa il cioccolato sciolto, amalgamate bene con una spatola in silicone e aspettate che il tutto sia ben freddo. Aggiungete quindi la panna montata, a spatolate, mescolando dal basso verso l’alto con movimenti decisi ma non bruschi per evitare che la panna si smonti.
Travasate il vostro semifreddo in uno stampo unico foderato di carta da forno, oppure come nel mio caso in stampi singoli in silicone e riponete in freezer per 4 ore prima di servire su piatti freddi e con una guarnizione di topping al cioccolato.

...questa ricetta ha partecipato ad un contest per saperne di più clicca QUI

venerdì 27 maggio 2011

Uova con piselli e quel pizzico di…


Quel pizzico di curry a rendere l’aroma orientale e un pizzico di ricordi che risiedono in questa ricetta e nel modo di farla e rifarla in casa marzapane. Ricordo che da piccola mamma faceva spesso la pasta con i piselli ed a papà, che tornava distrutto la sera da lavorare, riproponeva quegli stessi piselli ma con le uova. Chissà perche quel cibo strano, ai miei occhi di bambina, non sembrava mai destinato a me. Tornata da scuola trovavo il mio piatto di pasta, ma la sera i piselli si vestivano di quell’odore affascinante che non osavo chiedere mi venisse presentato.
Poi più avanti, non ricordo bene il momento esatto, li provai e fu amore, da allora mia madre riceveva spesso la mia richiesta esplicita: preferisco le uova, se hai fatto i piselli!
Quando conobbi il buongustaio, quasi nove anni fa, mi propinò una serie di divieti alimentari: “non mangio cavolfiore, guai a parlarmi di polenta, non amo affatto il bacon e faccio a meno delle uova…”.
Con il tempo ha imparato a mangiare il bacon, non sono ancora riuscita nel convincerlo a riprovare la polenta però ama alla follia il cavolfiore!
Con le uova all’inizio pareva lotta dura, o fritte, o a frittata e stop. Così mi venne in mente quell’odore, quella voglia di provare, di vestire a festa le mie uova e mi misi a snocciolar baccelli.



Oggi il buongustaio mangia quasi esclusivamente in questo modo le uova, ne va matto, le adora se è possibile ancor più di me!
Quando tra le mani mi sono arrivate queste perle, veri gioielli in cucina, ho pensato subito di inaugurare la collaborazione con Illa perl presentandovi uno dei miei cavalli di battaglia afferenti alla categoria ricette super veloci! Due parole ancora sulle padelle della linea perl di Illa: doppio fondo, manico ergonomico, antiaderente che promette faville, sono proprio belle, valide, preziose.


Nella borsa della spesa:
200 g di Piselli novelli, surgelati o freschi
4 Uova
1 cucchiaio di Olio evo
1 Cipollotto scalogno
Sale, Pepe, Maggiorana, Curry

Vi racconto il “come fare”:
Irrorate la vostra padella, io ho usato una padella Illa Perl da 20 cm di diametro, con l’olio evo. Affettate la cipolla e portatela in padella con un pizzico di pepe appena macinato e un pizzico di maggiorana. Soffriggete la cipolla e appena sarà dorata, versate in padella i piselli. Se utilizzate piselli surgelati, mescolate bene con un cucchiaio di legno e lasciate scongelare per un paio di minuti. Aggiungete ancora un bicchiere d’acqua e aromatizzate con il curry, salate e mettete a cuocere a fuoco moderato, coprendo la padella con un coperchio, per 15/20 minuti. Trascorso questo tempo il vostro fondo di cottura si sarà ridotto, con un cucchiaio fate spazio tra i piselli e versate in padella le vostre uova facendo attenzione a non romperle. Salate la superficie delle uova, coprite con il coperchio e cuocete ancora 5 minuti, nel caso in cui il tuorlo vi piaccia morbido, altrimenti continuate a cuocere fin quando il “rosso” dell’uovo si presenterà ben sodo.

mercoledì 25 maggio 2011

Yogurt homemade al sapor di amarene



Nulla di più semplice, sicuramente una preparazione in cui molti di voi si saranno cimentati spesso. Eppure lo yogurt è tra quelle cose che non viene mai uguale. Una volta sarà corposo e dolce, la volta dopo acidulo ed ancora liquido, da bere, da gustare con i cereali o assoluto. Mistero della fermentazione, fatto sta che la produzione homemade è sempre una incognita, una scoperta e regala tanta soddisfazione quando il risultato è eccellente.

È venuto bene il mio yogurt, il primo dopo tanti mesi dato che con il freddo amo far colazione davanti a tazze fumanti di liquidi bollenti, con quel sapore di amarena che ha esaltato il buongustaio e a permesso a me di consumare nel migliore dei modi lo sciroppo che resta dopo aver utilizzato fino all’ultima amarena Toschi. Da ora in poi lo sciroppo sarà ancora più apprezzato che le amarene stesse in casa marzapane. Per lo yogurt ho preferito usare fermenti lattici comprati in farmacia.

Per fare lo yogurt in casa servono poche cose:
Latte, dal parzialmente scremato all’intero, scelto in base alla corposità che si vuole ottenere. Chiaramente con latte scremato lo yogurt viene leggero e con poche calorie, ma anche il gusto perderà;

Un vasetto di yogurt, da cui attingere i fermenti lattici. In questo caso bisognerà fare parecchia attenzione al gusto scelto perché si ripresenterà anche in quello che otterremo. Uno yogurt alla frutta regalerà nota fruttata, e via dicendo. Così se si vuole dare un gusto unico al nostro yogurt basterà comprerà i fermenti lattici per la prima volta;

Zucchero o miele, se preferite che il vostro yogurt sia gustoso e meno acido di quello al naturale. Lo zucchero sarà meglio se a velo, si scioglierà più facilmente nel latte, oppure di canna per un effetto finale più grezzo e naturale;

Un dispositivo che vi permetta di mantenere il preparato a circa 40 gradi per almeno 6 ore. Assolvono egregiamente questa funzione le yogurtiere, poco costose e molto semplici da usare. Una semplice base riscaldante dove vengono alloggiati, nel mio caso, sette vasetti di vetro. Un coperchio e mettendo la spina il gioco è fatto. Per uno yogurt più morbido basteranno 6/8 ore, per uno più corposo allora ne serviranno un massimo di 12. Ad ogni modo il tempo è funzione anche del tipo di latte scelto e poi più lunga è la fermentazione, più acido risulterà lo yogurt.

Note: - Qualora decidiate di usare lo yogurt e non i fermenti lattici disidratati, per preparare il vostro, allora tenetelo a temperatura ambiente per un paio d’ore. Fate attenzione che yogurt e latte siano alla stessa temperatura prima di mescolarli perché se i fermenti subiscono uno choc termico, moriranno!
- Una volta preparato il primo yogurt potrete usare questo per la produzione successiva. Lo yogurt homemade deve essere consumato entro una settimana. Può essere congelato e allo scongelamento il barattolo può servire per ricominciare la produzione facendo nuovo yogurt fresco. Se resiste in frigo oltre la settimana di tempo, entro 15 giorni potrete ancora usarlo (non mangiarlo) per fare nuovo yogurt!

Per finire, ho trovato un utilissimo sito in cui sono spiegate le varie preparazioni dello yogurt, le caratteristiche organolettiche che si possono ottenere ed anche la possibilità di farlo in casa SENZA la yogurtiera. Per chi fosse interessato può visitare questa pagina!



Nella borsa della spesa:
1 Litro di Latte parzialmente scremato
1 bustina di Fermenti lattici
1 confezione di Amarene Toschi, lo sciroppo
1 cucchiaio di Zucchero a velo

Vi racconto il “come fare”:
Versate il contenuto della busta di latte, a temperatura ambiente, dentro un boccale capiente, io ho usato per praticità il Bimby. Iniziate a mescolare con un mestolo di metallo, nel caso di Bimby azionate le lame vel.2 per 30 secondi. Versate nel boccale lo zucchero e lo sciroppo di amarene seguito dai fermenti e mescolate vigorosamente fino ad ottenere un liquido omogeneo. Nel caso di Bimby, mescolate per 2 minuti a 37°C vel.3.
Versate il contenuto del boccale negli appositi vasetti e trasferite questi, aperti (fate attenzione alla caratteristiche della vostra yogurtiera. In genere i vasetti si mettono a fermentare da aperti, ma talvolta non è così!), sulla base riscaldante della yogurtiera. Apponete sopra il coperchio e inserite la spina. Lasciate fermentare per 8 ore. Potete preparare lo yogurt la sera, lasciarlo fermentare di notte e trovarlo pronto al vostro risveglio. A processo ultimato, staccate la spina, togliete il coperchio e recuperati i vasetti apponete su ognuno il tappo a vite. Fate attenzione a non muovere troppo lo yogurt, lasciatelo raffreddare a temperatura ambiente e poi conservate i vasetti in frigorifero. Non è buono da mangiare subito, va sempre fatto riposare a temperatura ambiente e prima di consumarlo deve essere refrigerato inoltre lo yogurt deve presentarsi perfetto, cremoso e omogeneo. Se riscontrate bolle di liquido all’interno, potrebbe essere indizio di infiltrazione batterica di altra natura: in questo caso non mangiate il prodotto!

giovedì 19 maggio 2011

Risotto tonno e piselli


Un topino, altro che pecorella, fin da piccola sono sempre stata additata per tale! Questa fama nasce dal mio amore smisurato per i formaggi, tutti, grassi o magri, sodi o molli, tutti. Non esiste pasta o risotto in cui io non osi con una bella manciata di formaggio grattugiato, anche quando il mix è già di suo molto particolare come tonno e piselli insieme. Per cui appena aperto il mio pacco In.al.pi. non ho potuto fare a meno di gustare, provare e iniziare subito a sperimentare. Il risotto che ne è nato è molto saporito, stuzzicante, unico e poi gli ingredienti sono di facile reperibilità per cui lo si può allestire senza necessariamente pensarci troppo. Ho usato un tonno in scatola di buona qualità, così anche in cottura è rimasto intero senza sfaldarsi troppo e ho usato piselli surgelati non amando troppo quelli in scatola.


Nella borsa della spesa:
350 g di Riso Carnaroli
250 g di Piselli già cotti o in scatola
150 g di Tonno sott’olio sgocciolato
1 spicchio d’Aglio
½ Cipolla
½ bicchiere di Vino bianco
1 litro di Brodo vegetale
2 cucchiai di Formaggio grattugiato In.al.pi.
1 noce di Burro In.al.pi.
Olio evo, Sale e Pepe q.b.

Vi racconto il “come fare”:
Se utilizzate piselli in scatola, basterà sgocciolarli, ma nel caso in cui li utilizzate freschi o surgelati, la prima cosa da fare sarà sbollentarli in acqua bollente salata. Sgocciolate il tonno dall’olio, mondate lo spicchio d’aglio e la cipolla, lavate sotto l’acqua corrente il riso e preparate il vostro brodo. Preparati tutti gli ingredienti potete procedere alla preparazione del risotto. In un tegame fate rosolare lo spicchio d’aglio in un generoso filo d’olio evo. Appena l’aglio si sarà imbiondito, allontanatelo e versate sull’olio caldo la cipolla ridotta a pezzettini, lasciatela rosolare quindi aggiungete il riso. Tostate il riso per un paio di minuti mescolando continuamente per evitare che si attacchi quindi sfumate con il vino bianco. Aggiungete il tonno e iniziate a bagnare con il brodo. Procedete nella cottura del risotto bagnando con un mestolo di brodo ogni volta in cui il fondo di cottura risulterà asciutto e continuate a mescolare. A metà cottura aggiungete i piselli, continuate a cuocere salando e pepando se necessario. A cottura ultimata aggiungete una noce di burro per mantecare il vostro risotto. Spegnete il fuoco, aggiungete il formaggio grattugiato, mescolate bene e servite.

martedì 17 maggio 2011

Minicrostatine alla marmellata per il tea a merenda


E così come già accennato (qui) si riparte con l’appuntamento del tea a merenda in versione cold! Le giornate si allungano sui tramonti di fuoco e il cambio di stagione ormai è completo. La lana cede il passo al cotone e i costumi smettono di odorare di naftalina (non che la usi eh! Preferisco tutta la gamma delle polveri profumate e delle candele per rendere la mia casa un prato in fiore) e si stendono pronti come piccole vele di imbarcazioni in procinto di salpate: mare, mio amore, sto per arrivare!

Innanzi a questo bicchiere fresco di tè Twinings alla pesca, in compagnia di un cubetto di ghiaccio con fetta di limone incastonata, boccheggio pensando al caldo agostano e assaporo minicrostatine alla marmellata Rigoni di Adiago.


Nella borsa della spesa:
Pasta frolla, la ricetta qui
Marmellata, fiordi frutta alle pesche

Vi racconto il “come fare”: Iniziate preparando la pasta frolla. Sulla spianatoia disponete la farina, mista al pizzico di sale e allo zucchero, a fontana. Al centro unite il burro ammorbidito, a pezzetti, e la scorza grattugiata di limone. Iniziate ad impastare fino ad ottenere la classica sabbiatura della farina: il burro verrà assorbito dalle polveri e l'aspettò sarà simile a sabbia bagnata. A questo punto unite i tuorli ed impastate velocemente. Ottenuto il vostro panetto compatto, avvolgetelo in pellicola e ponetelo in frigorifero per almeno mezz'ora.
Imburrate bene gli stampini da crostatine e stendete la frolla fino ad uno spessore di mezzo centimetro circa. Foderate gli stampini con l’impasto, riempite con la marmellata, formate sopra la classica griglia (io ho preferito una sola bacchettina essendo le forme usate molto piccole) e infornate in forno caldo a 180°C per 25-30 minuti.

lunedì 16 maggio 2011

Contest: le regionali per Scelte di Gusto


Chiusa una porta si apre un portone, narrava la nonna tra detti e racconti, e mentre i miei regalini viaggiano per giungere a destinazione, archiviato il contest vintage si apre una nuova sfida.
Sponsor d’eccezione il giornale di informazione e cultura enogastronomica Scelte di Gusto che, festeggiando i suoi 10 mila e più ingressi in meno di due mesi di attività, alimentando la voglia di riscoprire un gusto scelto mai a caso, invita i miei lettori e i vostri a partecipare ad un concorso a premi.

Il tema?
le regionali per Scelte di Gusto!

Questo il titolo nonché il tema del contest indetto. Semplice e di facile realizzazione, le ricette regionali raccontano la storia del luogo che racchiude i natali di ognuno di noi. La particolarità del contest sta nel ricercare le origini del piatto proposto e nell’attuare la ricetta così come la si presenta in tavola da sempre, da quando la storia locale ne narra fattura. Via libera a dolci, contorni, primi piatti e secondi. Mettiamo l’Italia nel piatto ancora una volta, ma questa volta con il gusto di riscoprirne radici.

Le regole per partecipare sono le seguenti:

- Realizzare e pubblicare sul vostro blog una ricetta attinente il tema trattato;
- narrare brevemente la storia del piatto, dalle origini ad oggi;
- corredare il post della ricetta con almeno due foto che ritraggano il piatto ultimato;
- tornare su questo post e lasciare un commento. Sarà mia cura aggiornare l’elenco delle ricette in gara;
- pubblicare sulla homepage del vostro blog il banner del contest con il link a questa pagina;
- valgono le ricette già pubblicate purché non prima della data di messa on-line del giornale Scelte di Gusto: il 31 Marzo 2011;
- si può partecipare con un massimo di due ricette, afferenti alle due categorie “dolce” e “salato”;
- chi non possiede un blog, potrà partecipare inviando la ricetta corredata di foto a pecorelladimarzapane@gmail.com e sponsorizzare l’evento su facebook;
- i proprietari delle ricette autorizzano la pubblicazione delle stesse, con relative fotografie, sul giornale online Scelte di Gusto.

Le ricette dovranno pervenire entro e non oltre le ore 24.00 del 30 Giugno 2011. Tra tutte le partecipanti in gara, dalla giuria composta da Andrea Piovesan (Editore di Scelte di Gusto) e Antonio Fiasconaro (Giornalista, vincitore del concorso "Penne all'Agrodole", edizione 2002), ne saranno scelte n.6, di cui 3 per la categoria “dolci” e 3 per la categoria “salati”. Le ricette finaliste verranno pubblicate sul giornale Scelte di Gusto e sottoposte all’insindacabile giudizio popolare. Attraverso un sondaggio i lettori del giornale decreteranno il vincitore di ognuna delle due categorie.

I premi messi in palio saranno resi noti quanto prima, tornerò qui ad aggiornarvi con le ultime novità appena me ne sarà data conoscenza.

Se non lo siete già, mi piacerebbe avervi tra i miei lettori anche se questa non è una regola di gara è solo un modo per mantenersi in contatto e creare nuove conoscenze virtuali. Allo stesso modo vi invito a registrarvi come utenti di Scelte di Gusto, l’operazione è velocissima e vi permetterà di partecipare con commenti e suggerimenti a pedice di ogni articolo pubblicato sul giornale, vi permetterà anche di esprimere il vostro giudizio sul sondaggio delle ricette finaliste di questo contest.

Sulla pagina facebook del giornale troverete tutte le iniziative e i concorsi.
Fuoco ai fornelli e che la gara abbia inizio!


Elenco delle ricette in ordine di arrivo

le regionali per Scelte di Gusto, i Salati:

- Da Ferrara la salama da sugo su puré di patate
- Dalla Val di Chiana le panine unte o schiacce
- Dalla Campania la parmigiana di melanzane
- Dalla Sicilia sarde a beccafico
- Dalla Sicilia i maccarruna
- Dalla Calabria spaghetti con calamari arriganati
- Dalla Sicilia le panelle
- Dal Salento le sagne torte
- Dal Veneto risi e bisi
- Dalla Campania la parmigiana di melanzane
- Da Benevento lainelle e ciceri
- Da Roma la trippa alla romana
- Da Napoli il gatò di patate
- Dalla Sicilia gli anelletti al forno
- Dalla Sardegna il pane frattau
- Dalla Sicilia la pasta con i tenerumi
- Dal Veneto i Fasòi col pòcio
- Dalla Campania i panini napoletani gluten free
- Dalla Campania spaghetti al profumo di mare e limone
- Dalla Calabria le linguine cu ciuffo del pesce spada
- Dall'Irpinia i cicatielli al ragù
- Da Genova i ravièu au tòcco de rosto de vitella
- Dal Lazio la coda alla vaccinara
- Dalla Sicilia u tunnu ammuttunatu
- Dalla Sicilia la pasta con le sarde


le regionali per Scelte di Gusto, i Dolci:

- Dalle Marche il ciambellone della trebbiatura
- Dalla Brianza comancina la cotizza alla comasca
- Dalla Sicilia il biancomangiare alle mandorle e pistacchi
- Dal Salento l'agnello di pasta di mandorle
- Dalla Sicilia il cannolo glutenfree
- Dalla Sicilia la cassata
- Da Roma il pan giallo
- Dalla Sicilia il cannolo
- Dalla Calabria i cuddhuri
- Dalla Sicilia il biancomangiare profumato al limone
- Dalla Sicilia la cubaita
- Dalla Sardegna i bianchittus
- Da Napoli le monachine
- Dalla Sicilia il biancomangiare di mandorle alla fava tonka

lunedì 9 maggio 2011

Torta di compleanno al gianduia con copertura in PdZ


Due giorni tra i fornelli, nel lungo fine settimana appena passato, una libidine per chi come me ama cucinare. Eppure la stanchezza alla fine ha preso il sopravvento e per qualche giorno di dar fuoco alle fiamme non mi si parli. Un compleanno, una data speciale e uno speciale evento tutto da festeggiare: è stato il mio regalo a colui che, da bravo buongustaio, assapora piatti miei e vita nostra, da molti anni ormai. Il secondo compleanno trascorso insieme, da che siamo sposati, e mentre lo scorso ancora barcollavo tra dolci e particolari realizzazioni, per una mimosa non troppo meravigliosa, venerdì 6 Maggio credo d’aver raggiunto un nuovo equilibrio tra zucchero e sale. Tre antipasti, un primo di sostanza, due secondi, un contorno ed il pane alle olive, per non dimenticare fragole all’arancia e al sapor di amaretto. Ma sui salati non temevo errore nell’aver scelto piatti rodati, eppur ricercati nella loro essenza d’una cucina tradizionale. Le torte invece mi hanno stupita, nella fattura che alla fine non ha tradito le mie speranze, regalandomi la consapevolezza di come l’allenamento in tutti i campi porti a progressi inaspettati.



E poi quando l’agire è per amore, gli errori si minimizzano con un sorriso e lo sguardo che ne riceviamo in cambio, ricambia la stanchezza. Non ha notato, il mio buongustaio, difetti di zucchero mentre di dolcezza e di regali mi ha riempita. Suo il compleanno, sua la festa, eppure a me ha portato tre pacchetti profumati di felicità: grazie amore mio e buon compleanno!

Sulla torta ho tentato di raffigurare la simpatia e la genialità di Einstein, ho dimenticato i baffi e non la lingua screanzata, ho riportato la sua formula ideale mentre a te, mio amore, auguro di trovare la formula per la serenità!
Per la torta di base mi sono ispirata al cuore di cioccolato, ma ho riadattato il procedimento all’uso del bimby ed ho sostituito i pistacchi con le nocciole e il cioccolato fondente con il gusto gianduia. Poi mi sono avvalsa della tortiera a cerchio apribile da 24 cm che la Guardini ha voluto omaggiarmi, alla ditta va il mio ringraziamento!

La seconda torta era una Foresta Nera, mi credereste se vi confesso che è finita prima di poter essere fotografata!?

Nella borsa della spesa:
4 Uova
150 g di Zucchero
1 bustina di Vanillina
½ bustina di Lievito per dolci
1 pizzico di Sale
70 g di Farina 00
50 g di Fecola di patate
30 g di Cacao amaro
100 g di granella di Nocciole
100 g di Burro

Per farcire:
300 g di Cioccolato gianduia
300 g di Panna fresca

Per decorare – Pasta di Zucchero:
500 g di Zucchero a velo + zucchero a velo per impastare
5 g di Colla di pesce
50 g di Glucosio
30 g di Acqua
Coloranti alimentari in polvere o gel

Vi racconto il “come fare”:
Per il procedimento manuale attenetevi alla ricetta che trovate qui.
Con il bimby invece procedete come segue: preriscaldate il forno a 180°C e imburrate una tortiera da 24 cm, io ho usato la tortiera a cerchio apribile della Guardini. Quindi preparate l’impasto.
Versate nel boccale le uova e lo zucchero, 30 sec. Vel 3.
Versate ancora la farina, la fecola, il cacao amaro, la vanillina, un pizzico di sale, la granella di nocciole e il burro a fiocchetti, 50 sec. Vel.5. DOPO 25 sec. di funzionamento aggiungete mezzo misurino di acqua (50 g) e il lievito.
Versate l’impasto così ottenuto nella tortiera e infornate, cuocete il dolce per 35/40 minuti.
Nota: ho preparato la base della torta la sera prima, dopo l’intera notte di riposo ho proceduto a montare il dolce. Così facendo ho trovato la torta più elastica e facile da tagliare.
Per la crema ganache al gianduia, mettete in un pentolino sul fuoco la panna fresca e portare a bollore. Appena la panna inizierà a bollire, spegnete il fornello e aggiungete la cioccolata a tocchetti. Lasciate riposare la panna con dentro la cioccolata per qualche minuto, quindi con una frusta amalgamate bene la ganache. Prima di usarla per farcire il dolce, la crema dovrà essere ben fredda.
Preparate la pasta di zucchero: in un pentolino versate 30 g di acqua in cui metterete a bagno la colla di pesce in fogli. Dopo qualche minuto controllate che i fogli di colla di pesce si siano ammorbiditi quindi aggiungete il glucosio (QUI la ricetta per farlo in casa!!) e portate sul fuoco, fiamma bassa. Mescolate continuamente mentre attendete che tutta la colla di pesce di sciolga, il liquido deve sembrare acqua, liscio, ma non deve mai bollire. Setacciate in un robot da cucina lo zucchero a velo, azionate le lame e iniziate a versare a filo la soluzione di glucosio e colla di pesce. Dovrete ottenere un impasto ben compatto, a forma di palla. Casomai così non fosse, aggiungete acqua per ammorbidire, o zucchero a velo per indurire. Portate la pasta di zucchero sulla spianatoia spolverizzata di zucchero a velo e iniziate ad impastare come fosse pasta di pane. La consistenza deve essere morbida ed elastica, ma non appiccicosa sulle mani. La PdZ è pronta, ora potrete colorarne una parte per i vostri decori di zucchero e conservarla avvolta in pellicola trasparente, per evitare che si secchi e si indurisca.
Procedete al montaggio della torta tagliandola in due parti. In un vassoio predisponete un anello di metallo da 24 cm, mettete al fondo di questo una delle due parti della torta. Riprendete la crema ganache e lavoratela con la frusta. Versate la ganache al gianduia sullo strato di torta dentro l’anello di metallo e coprite con il secondo strato di torta. Ponete il dolce in frigorifero per un paio d’ore, fin quando la crema all’interno non si sarà solidificata. Trascorso questo tempo, sformate la torta dall’anello di metallo e iniziate a decorarla con la vostra pasta di zucchero.


martedì 3 maggio 2011

Pasta ca’nciovi


A bella paista chi saiddi a mari, Palermo e storia, povertà in tasca e ricchezza in cuore! È questo un piatto tipico e tipicamente presentato sulle tavole dei miei concittadini, ognuno a modo suo, tramandato nella consapevolezza che il buono non sempre è costoso. Quando mancano le sarde fresche, ovvero i denari per comprare pesce e altro cibo, che si fa? Il Palermitano settecentesco si adopera per far bella figura, essì perché apparire in tavola vuol dire ostentare benessere… ed ostentare è legge d’una tradizione volta a lavare i propri panni in tra le mura.

Questa pasta ha radici vecchie e gusti sempre nuovi, in ogni casa la si adatta alle proprie convenzioni. E diventa pasta ca'nciovi, perché si usano le acciughe al posto di sarde e finocchietto, mentre le sarde restano in mare. Nella casetta al marzapane la si gusta proprio così, senza finocchietto, con molte sarde sott’olio (e non quelle sotto sale), passoline e pinoli e l’immancabile estratto (il concentrato di pomodoro), la si adorna di pangrattato tostato e il baffo? Sarà leccato come il piatto!

Il tocco nuovo è stato dato da Rizzoli, questa mia nuova collaborazione mi ha permesso di gustare le alici in salsa piccante: il risultato è sorprendente.


Nella borsa della spesa:
250 g di Linguine
1 scatola di Alici in salsa piccante (4 filetti di alici sott’olio)
50 g di Concentrato di pomodoro
1 spicchio d’Aglio
1 cucchiaio di Passoline e pinoli
2 cucchiai di Pangrattato
Olio evo, Sale e Pepe q.b.

Vi racconto il “come fare”:
Mondate lo spicchio d’aglio e tagliatelo a pezzetti piccolissimi, se preferite usare solo l’aroma dell’aglio lasciate lo spicchio intero in modo da poterlo allontanare dopo rosolatura. In un tegame fate scaldare un cucchiaio di olio evo e soffriggetevi dentro i pezzettini d’aglio, aggiungete i filetti d’acciuga e appena questi si saranno sciolti, aggiungete il concentrato di pomodoro e mezzo bicchiere d’acqua. Coprite il tegame e lasciate cuocere qualche minuto, fin quando riprenderà il bollore. Mettete sul fuoco una pentola con dell’acqua e portate a ebollizione. Scoperchiate il tegame con il sughetto, mescolate e aggiungete passoline e pinoli, aggiustate se necessario di sale e pepe e lasciate cuocere senza coperchio, a fiamma bassa, in modo da far restringere il sughetto. In una padella mettete un filo d’olio e tostate il pangrattato. Al bollore della pentola, salate l’acqua e buttate la pasta quindi cuocete per il tempo indicato in confezione o secondo il vostro gusto (io amo la pasta rigorosamente al dente). Appena cotte, scolate le linguine, spegnete il fuoco al sughetto e usatelo per condire la pasta. Servite subito cospargendo le linguine con una manciata di pangrattato tostato.

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